
Percorso ad anello facile per complessivi 7,4 km – 4,8km per arrivare alla cima – per un dislivello positivo di soli 327 metri.
Questa la traccia Wikiloc
Notare che dal parcheggio fino al casolare di Lozzole non c’è copertura telefonica (sono circa 2,5 km) . Anche questa volta mi è stato utile il Garmin Mini InReach 2 che mi ha permesso di inviare un messaggio a mia moglie con il link dal quale ha potuto seguire la mia posizione.
In questo caso non sarebbe stato necessario visto la semplicità del percorso, ma ritengo una buona pratica fare un refresh periodico di tutte le procedure, sopratutto quelle di emergenza.

La cima è un punto di incontro di 3 sentieri con ampio spazio per posizionare l’antenna, quindi perfetta per la nostra attività.
In circa 20 minuti ho messo a log 19 QSO con 5 S2S in SSB 20 e 40 metri .









Ciao,
vedo che sei ripartito alla grande, complimenti: spero rimanga qualche new one anche per me! A parte gli scherzi, ho letto del tuo progetto SOTA Tuscany Challenge: progetto senza dubbio ambizioso, sia per il numero di vette ancora da attivare sia in considerazione del fatto che, nel mazzo, ci sono alcune vette delle Apuane. Cito una frase che ho sentito ripetere più volte quando frequentavo il CAI: “Le Alpi Apuane vogliono vedere l’uomo in faccia.”. E penso al Pianino, dove sono stato una volta e mi è bastato, o al Pizzo d’Uccello, dove forse sono stato, ma nel caso l’ho rimosso (verificherò). Da parte mia, cercherò di fare il possibile.
73 Stefano
Ciao Stefano,
è sempre un piacere leggerti.
Un paio di settimane fa ho avuto del tempo libero e così sono riuscito a terminare i programmi necessari a leggere i dati dai data base del SOTA per creare le statistiche.
L’ultima parte adesso è inviare la comunicazione al Direttivo del SOTA per comunicargli ufficialmente questo piccolo esperimento locale (a luglio dello scorso anno lo avevo anticipato in un thread nel Reflector / Forum del SOTA), soprattutto per non avere problemi nell’utilizzo del marchio SOTA.
Appena avrò la risposta , sto cercando di capire se pubblicare sul mio sito anche la parte relativa ai riconoscimenti, in caso affermativo pensavo di inviarli a chi attiverà per primo (quindi New One) almeno 5 delle cime ancora (e come hai detto te sono tante) attivabili.
E poi lo riceverà quando ne attiverà 10, 15 e così via.
Comunque questa cosa dei riconoscimenti la sto ancora verificando perchè vorrei che tutta questa cosa non diventi un lavoro HI, anche perchè di tempo ne ho veramente poco.
Se guardi la pagina RANKING ( https://ik5vyz.com/tuscany-sota-challenge/ranking/ ) a te ne manca solo una.
Sul discorso fattibilità delle cime sono pienamente d’accordo con te.
Infatti questo esperimento non è una gara, ma ha come scopo coinvolgere più radioamatori possibile nell’attività SOTA, rispettando i regolamenti del SOTA stesso e soprattutto mettendo la sicurezza avanti a tutto.
Se una cima si può fare bene, altrimenti pazienza.
Almeno questa è la mia filosofia, personalmente pianifico al massimo e adotto tutte le procedure di sicurezza possibile.
73, Claudio
Ciao,
in effetti ho visto su GitHub che ti sei dilettato col Pitone.
Se la gestione del challenge diventa un lavoro vuol dire che ci sono frequenti attivazioni di new one: da una parte (new one) bene, dall’altra (gestione) meno bene.
Per quanto riguarda l’attività SOTA, pensavo ad un maggior coinvolgimento generale: confrontandola ad esempio con l’attività POTA, altra attività all’aperto, ho l’impressione che quest’ultima sia largamente preponderante. Vero è che, almeno qui da noi, vale l’equazione SOTA=stazione sulla groppa e pedalare, mentre un parco lo puoi in teoria attivare anche senza scendere mai dall’auto.
Parlando di vie ferrate, alla domanda “la ferrata X è facile o difficile?” un mio amico risponde “dipende da chi la fa”. E lo stesso concetto penso si possa applicare anche alle vette tout court, con l’aggravante che oltre all’attrezzatura escursionistica/alpinistica per il SOTA devi portarti dietro anche la stazione, pur se ridotta ai minimi termini. Vero è che un’attivazione la puoi fare anche solo in V/UHF con handheld e gommino, ma comunque tutto fa (peso).
Per quanto riguarda sicurezza e pianificazione, concordo pienamente con te: entrambe, a braccetto, davanti a tutto. E se del caso, rinunciare anche a un passo dalla vetta.
73, Stefano
Ciao,
si ho deciso di mettere tutto il codice e la documentazione open source proprio per rispettare l’ham spirit.
Escludendo le cime più tecnicamente complicate che necessitano di persone preparate o comunque di predisporre una sorta mini spedizione e quelle che necessitano di permessi come l’Isola di Montecristo (chissà mai se lo daranno io ci ho provato lo scorso anno ma me l’hanno rifiutato) e quelle la cui cima è in prossimità o all’interno di zone militari e di queste ce ne dovrebbero essere almeno un paio, se si attivassero uno o due OM per zona , ad esempio Maremma, Grossetano, Aretino, volendo nel giro di uno o due anni dovremmo portare a casa un buon risultato.
Vedi me che in circa un anno e mezzo ho fatto oltre 20 New One in Toscana, ovviamente perchè mi sono focalizzato principalmente su questa tipologia di attività.
Per quanto riguarda i due programmi POTA e SOTA, lo scorso anno feci una breve statistica mettendo a confronto queste due tipologie di attivazioni all’interno dell’MQC ed il SOTA è sempre stato in vantaggio, ma con il passare del tempo il POTA sta sempre più prendendo campo, anche grazie all’ottimo lavoro come Italian POTA Manager di Nicola IU5KHP e questo è senz’altro un ottimo segnale per quanto riguarda le attività radio outdoor.
Ovviamente i motivi di questo successo sono legati a quello che dici te e cioè che dal punto di vista dell’impegno sono attività ben diverse.
73, Claudio